Alexandre Bain

ALEXANDER BAIN

Alexander Bain è l’incarnazione del vigneron di rivoluzione e avanguardia a difesa del suo credo contro la tradizione locale che testimonia un altro prototipo di classico vigneron legato alle proprie origini e ai prodotti che sono creati nel tempo dalla stessa terra. Alexander Bain accompagnato dal suo fedele destriero Phenomenon, alleva le sue vigne in modo completamente biodinamico e artigianale, avendo acquisito da suo nonno tutte le tecniche di una volta, sia della conservazione della vigna che di valorizzazione della pianta e del frutto.

I saperi del nonno sono custoditi in maniera esemplare dal nipote, conoscenze che sono state intraprese attraverso la scuola enologica di Beaune, che il nonno aveva frequentato all’età di 18 anni abbandonando per un certo periodo il suo bene più prezioso: la vigna. Alexandre dopo essere stato un periodo fuori di casa per imparare nuove tecniche necessarie per evolvere la sua idea di vigneron tipico, torna a Tracy – sur – Lorie dove compra il suo primo vigneto e decide di iniziare a lavorarlo esclusivamente con l’aiuto del suo cavallo Phenomenon, dando ossigeno al terreno in modo da dar maggior nutrimento alla pianta e facendo evolvere la terra, non appesantendola.

La maturazione e la consacrazione di Alexandre Bain è arrivata grazie all’incontro con un altro produttore molto famoso nello Sancerre che è Sebastien Riffault. L’approccio che ha instaurato Alexandre Bain è quello di ridurre al minimo le lavorazioni sia in cantina che in vigna in modo da far trasparire nel bicchiere tutto il carattere artigianale del suo credo e far sentire tutto i sentori trasmessi dal territorio di coltivazione. Tutti i terreni coltivati, che oggi sono 11 ettari, sono coltivati naturalmente seguendo la filosofia biodinamica che non prevede l’uso di sostanze chimiche e in cantina in nessun vino è prevista l’aggiunta di solfiti, in modo da mantenere l’autenticità del vitigno principe della zona, il Sauvignon Blanc. In generale Alexandre Bain effettua una vendemmia posticipata, per far maturare in modo massivo le sue uve e donando maggiori sentori nel bicchiere e nelle bottiglie che andranno in commercio.