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Falerio DOC

La Falerio DOC è una denominazione facente parte del sud della Regione Marche. La Denominazione di Origine Controllata vede la sua creazione nel 1975. All’interno della denominazione risiedono due tipologie di Falerio, tra i vini bianchi più rinomati della zona.

La denominazione Falerio DOC è riscontrabile specificatamente nella Regione Marche ma, addentrandosi nel dettaglio, è riscontrabile nelle produzioni che avvengono tra le province di Fermo ed Ascoli Piceno. Il territorio totale che comprende il Falerio DOC si estende dalla zona litoranea marchigiana sino a giungere alla media-alta collina, senza però superare una determinata altura: in quest’ultimo caso si perde la denominazione.

Il vino all’interno della Falerio DOC dev’essere prodotto in un territorio ventilato e luminoso. Il terreno in cui può sorgere un Falerio DOC, oltre essere all’interno delle province specificate, è costituito da una tessitura prevalentemente argillosa che ricade nella classe granulometrica definita “fine”. Il suolo dev’essere prevalentemente calcareo, con tendenza argillosa e soprattutto con esposizione prevalentemente a est o sudest. Il particolare terreno permette una produzione canonica del Falerio DOC, unendo le caratteristiche sia del terreno che dell’ambiente generale.

Per la produzione della Falerio DOC vi sono operazioni di vinificazioni precise. Innanzitutto la vinificazione dev’essere nel territorio specificato mentre le uve utilizzate devono assicurare al vino un tasso alcolometrico volumico naturale almeno dell’11%. Per la vinificazione sono ammesse solamente pratiche enologiche leali e tradizionali della zona. La resa massima delle uve non può superare il 70% o si perde la denominazione Falerio DOC. Infine, è permessa la dolcificazione purché si seguano le norme comunitarie e nazionali.

Il vino all’interno della Falerio DOC ha delle caratteristiche organolettiche interessanti, ideali per essere servito come accompagnamento per diverse pietanze. A un’attenta analisi, il Falerio DOC restituisce all’olfatto un odore lievemente profumato, un insieme di aromi floreali e frutta dalla polpa gialla. Alla vista, il Falerio DOC si presenta con un tipico colore paglierino che può essere più o meno tenue mentre al gusto il vino crea nel palato un sapore secco, sapido, armonico ma anche leggermente acidulo.

Poche regole ma fondamentali per il confezionamento e l’etichettatura della denominazione Falerio DOC. Se si vuol immettere la dicitura di Denominazione di Origine Controllata, l’etichetta del Falerio non deve riportare nessun’altra dicitura (come per esempio “fine”, “selezionato” ecc…). Ogni bottiglia del Falerio DOC deve riportare l’annata di produzione ma non vi è obbligo dell’imbottigliamento in vetro: è possibile confezionare il vino anche con materiale plastico pluri-strato di polietilene e poliestere.

Il Falerio DOC è noto per il retrogusto persistente. Oltre al “classico” vino, esiste un’altra variante ben nota: il Falerio DOC Pecorino. Quest’ultimo si differenzia dal Falerio DOC per la diversa composizione delle uve che vanno a formare il vino, con un notevole aumento della tipologia Pecorino.

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