Jean Cristophe Garnier

Jean Cristophe Garnier

Il cambio di vita è stato grazie a Marc Angeli, dopo aver effettuato uno stage da lui si è convinto che la strada della viticoltura, del lavoro manuale e della fatica era una sfida troppo ghiotta per non accettarla. Fare il passaggio da sommelier a produttore di vino non è per nulla semplice; innanzitutto bisogna trovare il posto ideale dove impiantare la propria vite calcolando sia esposizione che tipologia di terreno. Jean Chriistophe Garnier è riuscito ad acquisire una serie di micro-appezzamenti di vecchie viti di Chenin a St. Lambert du Lattray, 11 km a sud della zona del Savennieres a sud del fiume Layon.

Jean sembra aver trovato il territorio ideale dove coltivare seguendo una coltivazione biologica e con coraggio e tenacia trasformare un vitigno e un territorio in un’eccellenza francese. Sicuramente l’esperienza e la cultura di Jean l’hanno portato a pensare sin dall’inizio a tutti i processi in vigna effettuati per la maggiormente a mano senza uso di macchinari agricoli e i processi in cantina, dove bisogna pensare al metodo ideale di lavorazione e di affinamento del vino.

In pochi anni Jean è riuscito ad affermare la sua cantina, innalzando un vitigno come lo Chenin, valorizzando le vecchie viti da cui proveniva con metodi di lavorazione che accompagnano il vitigno trasformandolo in un vino eccellente e complesso. Lo chenin è un vitigno originario della Loira ma che ha trovato in Sud Africa il clima ideale e infatti come estensione coltivata ha superato quella della Francia. È un vitigno dalla resa elevata e dalla germogliatura precoce, che lo mette a rischio dalle gelate primaverili. È un vitigno che è sensibile alla botrite e alla muffa in generale, in particolare all’oidio.