Le Coste di Gradoli

le coste di gradoli

Gianmarco Antonuzzi e Clémentine Bouveron sono due importanti figure nel mondo del vino artigianale, con formazioni differenti ma di grande livello. Il primo, appassionato di vino e sommelier, dopo aver abbandonato la carriera legale, collabora con la rivista “Porthos” di Sandro Sangiorgi e intraprende un viaggio didattico in Francia durante il quale si interfaccia con grandi produttori quali Philippe Pacalet, in Borgogna, Marcel Lapierre nel Boujolais, Leon Barral in Languedoc, Dard e Ribo nel nord del Rodano e Bruno Schueller in Alsazia. Qui incontra Clémentine Bouveron, laureata in enologia e viticoltura a Bordeaux. I due, che diventeranno poi marito e moglie oltre che soci, decidono di spostarsi in Italia e scelgono Gradoli, piccolo borgo medievale che si affaccia sul lago di Bolsena.

L’azienda inizia l’attività nel 2004 con 4 ettari di vigne abbandonate situate su un terreno che verrà chiamato “Le Coste”. Ad oggi se ne contano 12, di cui circa 7 vitati e i restanti sovrastati da ulivi, vecchie varietà di alberi da frutto e boschi. Le vigne si trovano sulle coste del lago a 450 metri sul livello del mare. Quelle più recenti sono piantate ad alberello con una alta densità per favorirne la competizione. I suoli, di origine vulcanica, sono caratterizzati dalla presenza di argilla, tufo e calcare, ricchi di minerali tra cui il ferro. In prevalenza troviamo vitigni autoctoni quali Aleatico, Procanico, Ansonica, Grechetto Rosso, ma anche alloctoni. In vigna vengono applicati i principi della biodinamica attraverso l’utilizzo di preparati biodinamici, tisane e decotti di erbe per aiutare la vigna nella crescita e contrastare lo sviluppo di malattie.

Anche in cantina sono banditi i prodotti chimici: solo lieviti indigeni e non si aggiunge solforosa. I due produttori lavorano nel pieno rispetto dell’ambiente e degli equilibri delle loro vigne. Sono inoltre molto attivi in progetti di tutela dell’ambiente e creazione di una dimensione ecosostenibile. I vini de Le Coste hanno grande vitalità: diretti e verticali, rievocano le caratteristiche minerali dei terreni esprimendosi con grandi freschezze, persistenze e bouquet aromatici complessi e la filosofia di vita e il metodo di lavoro di chi li produce.