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Vini Libanesi

Il susseguirsi di colonizzazioni implica, in primis, la creazione di un terreno fertile per culture e tradizioni che si uniscono e creano crocevia unici. È quello che è successo nel mondo della viticoltura in Libano, un paese che nel corso dei secoli ha creato un’enologia personalissima e unica al mondo.

Pare che il primo a impiantare una vite sul suolo libanese fu addirittura Noè. I babilonesi furono i primi importatori testimoniati nel 3000 a.c. Gli Egizi ne fecero un’attività, i fenici: un’arte. Ma è la cultura libanese per il commercio che rese il vino una merce di scambio preziosa e ambitissima, venduta insieme a oro, ceramiche e vetro. Lo sviluppo della viticoltura crebbe ulteriormente, fino all’arrivo degli Ottomani, che imposero il divieto di consumare vino. La prima azienda vinicola fu fondata nel 1857, lo Chateau Ksara, quando gli ottomani concessero ai non-musulmani di produrre vino.

Gli anni della guerra civile, dal 1975 al 1990, resero la viticoltura un lavoro molto pericoloso. Coloro che osavano continuare a lavorare dovevano convivere con l’ansia di una bomba buttata sulle proprie terre e cantine. Oggi in Libano la produzione di vini si concentra principalmente sull’altissimo livello qualitativo. Perciò poca resa e massima qualità, per un ambito che cresce ogni giorno (nel ’98 le aziende vinicole erano solo 10!)

La produzione di vini libanesi è numericamente limitata: si pensi che la superficie vitata è circa di 2000 ettari, per un totale di 8 milioni di bottiglie in commercio annue. Qui non esiste ancora il concetto di denominazione, e anche per questo le etichette libanesi sono la voce del territorio e della mano del produttore.

Il terreno libanese è ideale per la coltura della vite. Un clima ottimale, soprattutto per l’escursione termica notturna, e un territorio circondato da montagne che riesce a esprimere tutto il vigore della tradizione libanese. Per la precisione, la Valle della Beka è un altopiano circondato da catene montuose e relativamente vicino alla costa. Il Monte Libano è anche una fonte di acqua per le stagioni di scarse precipitazioni, con il disgelo delle sue cime che riesce a sopperire alla mancanza di acqua. La Valle della Beka (o Beqa) produce circa il 90% del vino libanese.

I vitigni libanesi sono principalmente alloctoni, impiantati dai coloni: per i rossi, GrenacheCinsaultMourvedreCabernet Sauvignon e Merlot. I vini bianchi libanesi invece sono frutto di ClairetteChardonnay e Ugni Blanc. Tra le autoctone a bacca bianca ricordiamo il Merwah, vitigno libanese antichissimo. Altri nomi importanti per le uve libanesi sono l’Obaideh e l’Aramon, da cui viene distillato il liquore Arak.

Tra i migliori produttori di vini libanesi spicca Château Musar, 7 ettari nel cuore della Valle della Beka che creano vini naturali e autentici, come il rosato Musar Jeune o l’avvolgente Rosso.

Château Musar - Jeune Rosè

Château Musar - Musar Jeune Rosato 2020

Libano

20.00

Château Musar - Musar Jeune Rosato 2020

Libano

20.00
Chateau Musar - Rosso

Chateau Musar - Rosso 2015

Libano

48.00

Chateau Musar - Rosso 2015

Libano

48.00

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