L’Aligotè è un vitigno francese, protagonista dei vigneti della Borgogna dal XVII secolo circa, situato nella regione Côte Chalonnaise settentrionale, più precisamente a Bouzeron, e copre una superficie totale di 2000 ettari. Dai suoi grappoli si producono vini conosciuti in tutti il mondo come il Bourgogne Aligotè e il Bouzeron, dal gusto leggero, fresco e dissetante.
Il termine Aligotè deriva quasi sicuramente dalla parola francese ”Gôt”, che è a sua volta un sinonimo disusato di Gouais Blanc, cioè un vitigno molto diffuso in passato dal quale proviene.
Il termine Aligotè viene spesso sostituito da numerosi sinonimi come: blanc de Troyes, griset blanc, pianta grigia, pianta di tre, giboudot blanc o trojan bianco.
L’aligotè è un vitigno che trova le sue origini in Francia; le prime notizie si hanno a partire dal XVII secolo.
Già nel Medioevo, questo vino veniva utilizzato durante le messe ma anche al di fuori delle abbazie e dei riti religiosi.
Con gli anni e con il successo del vino proveniente da questo vitigno, perlopiù vino bianco secco, apprezzato in tutto il mondo per il suo retrogusto fruttato, la coltivazione si è ampliata verso altri paesi, come Moldova (con 15000 ettari), Romania (7200 ettari), Ucraina (9500 ettari) e persino Svizzera, dove la prima piantagione di Aligotè risale precisamente all’anno 1917.
Il terreno ideale per coltivare questo specifico vitigno deve essere calcareo (proprio come quelli della Borgogna). Tuttavia molto spesso vengono anche utilizzati terreni sabbiosi che danno comunque una buona resa.
Anche il clima gioca un ruolo fondamentale per un ottimo raccolta: questo deve essere preferibilmente di tipo continentale, cioè caratterizzato da temperature invernali non troppo alte ma allo stesso tempo estati molto calde e afose.
Il risultato sarà un vitigno dal grappolo piramidale, con acini medi e sferoidali dal colore verdegiallo.
Tra i vini più importanti che nascono dai grappoli piramidali dell’Aligotè, non possiamo non citare il Bourgogne Aligoté Vieilles Vignes 2020, un vino bianco DOC (in francese denominato AOC) con un retrogusto floreale e rinfrescante; e ancora, il Bourgogne Aligotè 2019 Petit Roy, anche questo vino bianco DOC dall’aspetto giallo paglierino e sentori di frutta fresca.
Infine, anche il vino bianco Bourgogne Aligoté 2020 Fichet, con Denominazione di Origine Controllata, è particolarmente rinomato grazie al retrogusto di pesca bianca e agrumato e floreale al palato.
Come appena visto dalle descrizione dei vini precedenti, possiamo affermare che generalmente il vino proveniente dal vitigno Aligotè presenta caratteristiche comuni: retrogusto di frutta e agrumi, colore giallo paglierino, a causa degli acini verde-gialli, gusto vivace e sapido, tendente quasi all’acido e perfetto per la stagione estiva, grazie alla freschezza che lascia sul palato.
Una curiosità che riguarda questo vitigno, è che è stato fin da subito un punto di riferimento per agricoltori e giardinieri: questi lo utilizzavano per i suoi indicatori di resa e dunque la qualità del vino. Inoltre oggi l’Aligotè viene impiegato non solo per produrre vini, ma anche brandy e champagne apprezzati in tutto il mondo, soprattutto in Russia, dove era particolarmente apprezzato dai giardinieri grazie al suo gusto aspro ma succoso.