Daniele Piccinin

daniele piccinin

Daniele Piccinin è un ex ristoratore veneto, innamoratosi del vino naturale dopo aver conosciuto Angiolino Maule, presidente di Vinnatur. In breve tempo la passione di Daniele per la terra divampa, al punto da spingerlo alla decisione di prendere in affitto alcuni vigneti in Lessinia, areale ricchissimo di biodiversità situato a nord-est di Verona. Il 2006 è l’anno della sua prima vendemmia, dalla quale ottiene un vino bianco da uve Chardonnay e Durella coltivate in contrada Muni, nel comune di San Giovanni Ilarione. Le vigne, situate a un’altitudine compresa tra i 300 e i 500 metri sul livello del mare, sono esposte a sud/sud-est, e affondano le radici in terreni calcarei con presenza di argilla e terra vulcanica. La conduzione agronomica è da subito ispirata al totale rispetto della natura: le potature vengono effettuate tra febbraio e marzo per impedire l’ingresso di agenti patogeni all’interno delle viti, mentre le operazioni di sfalcio e i trattamenti, a base di zolfo, rame ed estratti vegetali autoprodotti, sono limitati al minimo indispensabile.

Grazie all’acquisizione di vecchie vigne e alla contemporanea realizzazione di nuovi impianti, il numero di bottiglie prodotte cresce progressivamente, fino ad arrivare alle attuali 15.000 annue. I vitigni coltivati sono la Durella, lo Chardonnay, il Pinot Grigio e il Pinot Nero. La Durella, vitigno a bacca bianca presente in Lessinia da più di un millennio, è caratterizzata da una vigorosa acidità, e viene vinificata in purezza in due versioni: “Arione”, spumante metodo classico con affinamento di almeno 24 mesi sui lieviti, e “Montemagro”, vino fermo di grande carattere. Oltre che per le espressioni monovarietali, Daniele utilizza la Durella in uvaggio: unendola allo Chardonnay e al Pinot Grigio realizza il “Muni”, vino bianco che unisce una bella complessità a una notevole freschezza; vinificandone una piccola quantità insieme al Pinot Nero, invece, produce il fragrante “Rosa Per Voi”, spumante rosè non dosato. Quando l’annata si dimostra all’altezza, infine, vengono imbottigliati limitati quantitativi di Pinot Nero, affinato per dieci mesi in grandi botti di legno. In tutte le fasi della vinificazione non vengono utilizzati coadiuvanti enologici, fatta eccezione per un limitato quantitativo di anidride solforosa.