L’azienda vitivinicola Domaine Durrmann sorge nel cuore dell’Alsazia, nel piccolo paese di Andlau, Francia.  

La zona del Basso Reno e dell’Alsazia si caratterizza da oltre 1000 anni per la cultura della vinificazione, in particolare il borgo di Andlau dove dal 880 si coltivava grazie ad un monastero di suore. 

L’azienda Domaine Durrmann nasce nel 1979 quando il nonno André dell’attuale proprietario oltre alla professione del calzolaio cercava di “arrotondare” coltivando e vendendo le sue uve a terzi. Yann, oggi vigneron e a capo della tenuta, decide di abbandonare la sua professione per tornare nei luoghi della sua famiglia e coltivare e produrre vino. 

La strada per Yann inizialmente risulta essere tutta in salita: in primo luogo Yann non ha nessuno che possa insegnarli il mondo della viticoltura e della vinificazione. La mancanza di tradizione enologica familiare comporta alla creazione da zero con l’annessa difficoltà nel creare un prodotto che possa eguagliare le altre eccellenze territoriali. 

In secondo luogo, le vecchie vigne impiantate dal nonno erano in totale stato di abbandono, completamente da recuperare e riportare al loro originario splendore. 

La tenuta si estende per circa 7 ettari vitati e caratterizzati da un terroir unico: la vicinanza dei monti Vosgi e del fiume Reno consente di creare un microclima unico, temperato e una ricchezza di minerali del terreno che regala sentori unici alle uve. 

Yann che negli anni ed ancora oggi impara a tener cura al suo piccolo angolo di paradiso decide di adottare uno stile agricolo completamente biologico e naturale, rispettoso della natura e dell’ambiente.  In vigna come in cantina si lavora senza uso di chimica, diserbi o procedure di sintesi. I vini sono il frutto di lunghe fermentazioni selvagge e un approccio del tutto rispettoso.  

La produzione di etichette nasce dalla voglia di Yann di emanciparsi e di creare un proprio stile caratteristico. Se da un lato la mancanza di un maestro è stata un problema oggi ha permesso al giovane vigneron di liberarsi e ribellarsi agli schemi enologici imposti e di guardare sempre all’innovazione.