Gitana Wines

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Gitana Wines nasce dallo splendido progetto visionario di Luigi Zoli, ex surfista delle coste californiane che decide di abbandonare la sua vita in cerca dell’onda perfetta per abbracciare il mondo del vino sostenibile ed etico. Inizialmente gira l’Europa e lavora tra le vigne spagnole di Ismael Gozalo a Nieva, a Segovia, imparando cosa realmente vuol dire coltivare e vinificare a regime biologico. Luigi torna in Italia ed inizialmente decide di contattare un contenuto gruppetto di vigneron indipendenti che producono neanche 50 mila bottiglie all’anno seguendo i principi della biodinamica e della viticoltura biologica. Con la sua selezione Luigi gira l’Italia su un furgone che racchiude in sé lo spirito del progetto gitano.

Nel cuore di Forlì, città natale di Luigi, insieme ad un gruppo di fidati amici e del fratello decide di evolvere il progetto del suo piccolo furgone acquisendo una bottega che non solo vende vini ma offre anche una nutrita selezione di prodotti e conserve sempre a km zero. La selezione di produttori, circa 25, si caratterizza di nomi noti e non sia italiani che stranieri e mira ad arrivare alla trentina. Luigi, che fermo non sa stare, decide anche di avviare delle interessanti e curiosi collaborazioni con noti produttori come Tenuta l’Armonia per la creazione di etichette uniche, territoriali che raccontino la storia del loro produttore e del territorio d’origine.

Inoltre, dispone di una propria produzione agricola, sita a Rio Cozzi sopra Castrocaro Terme e Terra del Sole, dove attraversando i vigneti, è possibile inoltrarsi nella suggestiva valle ed arrivare fino alla rupe di Sasso Spungone, singolare affioramento di roccia carsica che rappresenta ciò che resta di una antichissima scogliera sottomarina di 10 milioni di anni fa, formata da calcari arenacei organogeni, ricchissimi di resti fossili marini di notevole interesse geologico. L’obiettivo che per molti sembrerà retrogrado o banale per Luigi e la sua brigata è innovazione pura: legarsi a produttori indipendenti e personalità forti che imbottigliano non solo vino ma progetti di vita e visioni utopistiche creano una rete ed un collettivo che unisce agricoltura, distribuzione e fruitori.