Gravner

Josko Gravner

Josko Gravner è uno dei personaggi più influenti nella storia recente del vino italiano. Nato in una famiglia di viticoltori di Oslavia, frazione di Gorizia, fin da piccolo respira aria di confine: i terreni di proprietà del padre, infatti, si trovano in parte in territorio italiano, in parte in Slovenia. Il Collio, che diventa Brda appena oltrepassata la frontiera tra i due stati, è un’area dalla straordinaria vocazione vitivinicola. Lo sa bene Josko quando, nel 1970, assume le redini dell’azienda agricola fondata dal nonno nel 1901. Nel corso degli anni si passa dalla produzione di vini affinati in acciaio, freschi e di facile beva, all’introduzione in cantina delle barrique di rovere, che segnano un’evoluzione in termini di complessità gusto-olfattiva e capacità di invecchiamento delle varie cuvée imbottigliate.

Josko però non è del tutto soddisfatto, sente che i vini mancano della capacità di raccontare senza mediazioni il loro terroir. Con l’annata 1996 avviene la svolta. A causa di due disastrose grandinate, che compromettono oltre il 90% del raccolto, Gravner sperimenta per la prima volta la macerazione con le bucce sui vini bianchi: non tornerà più indietro. Nel 2000, a seguito di un viaggio in Georgia alla scoperta degli antichi metodi di vinificazione del Caucaso, adotta l’uso di anfore di terracotta per la fermentazione e l’affinamento dei vini. Da qualche anno Josko, affiancato dalla figlia Mateja, ha deciso di concentrare i suoi sforzi solamente su due vitigni, la Ribolla Gialla e il Pignolo, espiantando tutti i vigneti di Chardonnay, Sauvignon e altre uve che non sente più sue.

Le vigne, condotte da oltre trent’anni in maniera completamente naturale, si estendono su una superficie complessiva di quindici ettari, e le viti affondano le radici in terreni composti da marne calcaree dette localmente “ponca”. I vini compiono una lunga macerazione sulle bucce all’interno di anfore interrate, dopodiché affinano per sei anni in grandi botti di rovere. In tutti i passaggi della vinificazione non si fa ricorso ad additivi, e i vini vengono imbottigliati in assenza di filtrazione. I risultati di tanta pazienza si ritrovano nel calice, dove troviamo vini dal fascino ancestrale, semplicemente indimenticabili.