Principiano

ferdinando principiano

Prima dell’arrivo in azienda di Ferdinando, ad occuparsi della produzione erano suo nonno e suo papà, che coltivavano però unicamente con lo scopo di vendere gli uvaggi che si ottenevano. È con la nuova gestione che si inizia a vinificare ed imbottigliare le prime etichette, inizialmente seguendo un metodo tradizionale. Le Langhe piemontesi sono da sempre riconosciute come una zona estremamente vocata alla vitivinicoltura e sono caratterizzate da un terroir dalla ricchissima composizione, che spazia da arenarie di sabbie silicee, a marne, o ancora ad argille miste.

Anche il microclima di questa regione favorisce lo sviluppo di uvaggi ben bilanciati tra finezza e complessità: protetta dai venti forti delle Alpi grazie alla sua posizione strategica, riesce a usufruire delle correnti miti provenienti dal Mar Ligure non troppo distanti, che conferiscono mineralità agli uvaggi che per loro natura nascono con sentori intensi e decisi. A partire dal 2003, Ferdinando Principiano ha scelto di coltivare le sue terre e di preservare queste speciali caratteristiche territoriali seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, modificandoli “a modo suo” e creando una tecnica unica e personale per il trattamento delle sue vigne e dei suoi vini.

La vendemmia e la pigiatura dei grappoli vengono svolte manualmente – e con i piedi, proprio come un tempo – e in cantina non si fa uso di anidride solforosa ma unicamente di lieviti indigeni. Su un totale di 21 ettari di terreni vitati, si coltivano uvaggi autoctoni di Barolo, Nebbiolo, Barbera, Freisa e Dolcetto. La produzione totale annua di questa cantina raggiunge circa le 120000 bottiglie annue, rivelandosi una realtà estremamente affermata sia sul mercato nazionale che su quello internazionale.