Grawu

grawu

Grawu è la crasi dei cognomi dei due fondatori della cantina, Leila e Dominic, giovane famiglia italo-tedesca che ha vissuto in tanti paesi e si è immersa in tante culture diverse. Ora, stabilitisi in Trentino-Alto Adige, hanno deciso di condividere la propria passione per il vino e la sostenibilità fondando una cantina che racconti la loro storia e la propria passione per la conservazione dell’ambiente e del territorio. Si tratta di un progetto familiare solido basato principalmente sul desiderio di trasmettere la bellezza del luogo che li ha accolti come famiglia e come vignaioli. L’obiettivo della cantina Grawu è quello di portare al palato dei consumatori il gusto vero dell’uva. Il vino è sentimento ma è anche ricordo di un territorio, di un luogo visitato e degli amici. Trasformare un vino in memoria liquida è una competenza che si sviluppa con il tempo che si lega anche allo sviluppo di prodotti unici da assaporare in un contesto di convivialità.

Grawu hanno deciso di non usare lieviti selezionati, né altri prodotti enologici che potrebbero influenzare il reale percorso del vino. Questa lavorazione si lega al percorso di fermentazione dove hanno deciso di lasciare l’uva a contatto con il mosto per più o meno tempo in base alla tipologia del vino che si andrà a creare. L’anidride solforosa è limitata al minimo di 50 mg/l e non usano il processo di filtrazione per non destabilizzare la vena naturale dello stesso. L’uva proviene da vigneti di proprietà a 400 m.s.l. e piccoli conferenti dislocati tra Bolzano e Trento. Nel 2018 la cantina ha ricevuto la certificazione biologica.

Attualmente producono circa 15.000 bottiglie divise in più etichette. Il loro motto principale è quello di usare materie prime di eccellenza, creatività, amore per il lavoro e pazienza nell’aspettare e veder crescere i propri prodotti creando valore per il territorio e per la propria famiglia.