La cucina romana può annoverare tra i suoi incredibili primi piatti l’unica e sola pasta all’amatriciana. Questo piatto, a dirla tutta, deve il suo nome alla città di Amatrice, in Abruzzo, per la precisione in provincia di Rieti. Pare che l’Amatriciana fu inventata dai pastori delle colline abruzzesi, che ne condivisero i passaggi culinari con gli osti delle città vicine, in un passaparola che arrivò fino alle porte di Roma. Dall’800 circa, il termine “Matrice” a Roma indicava la “locanda con cucina”: questo per dire quanto prese piede, la pasta con guanciale e sugo, nell’odierna capitale. Perciò, è nella tradizione culinaria laziale che questa pasta ha avuto il suo più grande sviluppo. I romani la considerano l’evoluzione della pasta alla Gricia, da cui differisce per l’assenza di sugo. Negli anni ne sono spuntate varie versioni, ma diciamolo una volta per tutte: la nostra pasta all’amatriciana si fa con guanciale e pecorino romano! A Roma ne sentirete parlare come ‘Matriciana, in tipico dialetto. Se siete a casa vostra e desiderate riprodurre una di quelle ricette tipiche che fanno venire l’acquolina in bocca solo a parlarne, la ricetta originale della pasta all’amatriciana non vi deluderà!