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Chi sono i Sommelier?

Ginevra Baldi 13 Giugno, 2022

Oggi il mondo dell’enogastronomia è diventato un’istituzione con sempre più amatori e conoscitori del settore. Dato l’incremento di appassionati, avere una figura di riferimento che guidi nell’esperienza il cliente è necessario e sicuramente arricchisce l’esperienza enogastronomica.

In questo nuovo articolo ci piacerebbe trattare la figura del Sommelier, ovvero quel professionista che siamo soliti incontrare nei nostri ristoranti preferiti, o come consulenti nel mondo del vino.

Da dove deriva il termine Sommelier?

Letteralmente la parola “sommelier” deriva dalla parola francese “saumalier”, con il significato letterario di bestie da soma o conducente di animali da soma. Anticamente questa figura era associata ai contadini, che erano soliti viaggiare per vendere i propri generi alimentari e il vino da loro prodotto. Questa figura era molto distante dall’attuale. Inoltre, aveva un compito decisamente diverso da quello dell’assaggiatore dei vini, che però già esisteva! Era la figura rappresentata da chi si occupava solo di assaggiare, avendo un’ampia conoscenza dei vitigni e delle tecniche per coltivare la vite. Entrambe le definizioni sono allo stesso tempo lontane e vicine da quello che oggi è l’immaginario comune di questa figura professionale; infatti, nel tempo, la parola ha acquisito il significato attuale di “persona che si occupa della cantina e dei viveri”.

Di che cosa si occupa il sommelier oggi?

Chi è oggi il Sommelier? L’arte della Somellierie è un mondo complesso e allo stesso tempo affascinante, fatto di professionisti che spaziano dalla competenza dei disciplinari sino alla ricerca dell’abbinamento perfetto con il cibo più particolare e ricercato.
Il mondo del Sommelier spazia dalla conoscenza del vino, dei vitigni, delle regioni e di conseguenza dei tecnicismi che regolano gli aspetti della produzione sino alla presentazione e al racconto di quello che ruota intorno ad un vino che viene servito al ristorante.

Che competenze deve possedere un sommelier?

Vediamo insieme quali sono le competenze pratiche di un Sommelier: innanzitutto, il Sommelier deve essere in grado di riconoscere il profilo organolettico di un vino, le sue caratteristiche e soprattutto saper consigliare gli abbinamenti con il cibo. La figura del Sommelier non si riduce semplicemente al servizio di sala – da non confondersi con i camerieri, (fun fact: i sommelier non vi serviranno mai altre bevande all’infuori del vino) – ma redige anche la carta dei vini e collabora a stretto contatto con gli Chef per strutturare una proposta di menù.

Inoltre, il Sommelier si occupa della cantina in quanto ne è la figura responsabile e gestisce direttamente gli ordini e i fornitori collaborando direttamente con le aziende vitivinicole dove assaggia le nuove proposte di cantina, coadiuvando le scelte che il ristorante o il locale dovrà offrire con il budget che viene a lui predisposto.

Ma come si diventa professionisti?

Ci teniamo a specificare che ci possono essere Sommelier amatoriali; ovvero, persone appassionate del mondo dell’enologia. I professionisti riconosciuti e certificati, tuttavia, per lavorare come sommelier nei ristoranti o locali, hanno il compito necessario di avere conseguito un diploma presso le maggiori associazioni italiane di sommelier. Le principali sono l’Ais (Associazione Italiana Sommelier), la Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) e l’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini), unica delle tre che tralascia gli aspetti legati al servizio e all’abbinamento dei piatti per concentrarsi esclusivamente su enologia, enografia e analisi organolettica.

Cosa studia un Sommelier?

L’arte e lo studio della Sommellierie consentono di approfondire molti aspetti che si aggirano intorno al mondo del vino. Dalle geografie dei territori italiani, in grado di conferire determinati aspetti organolettici ai nostri vini, sino alla psicologia. Lo studio di questa materia aiuta a comprendere al meglio le esigenze del cliente, per potergli “regalare” una vera e propria esperienza ultra sensoriale. Per questi motivi, il mondo del Sommelier è in continua crescita e in aggiornamento. Basti pensare che molti Sommelier oggi si dedicano non soltanto ai vini, ma anche alla conoscenza di distillati, liquori, birra, olio, etc. Un’infarinatura di queste materie “collaterali” viene infatti offerta sin dal primo livello del corso. Per essere Sommelier è importante anche viaggiare, girare per cantine e degustare sempre nuove proposte, per allargare i propri orizzonti e la propria cultura.

Conoscere e aggiornarsi permette ai Sommelier di dedicarsi anche alla divulgazione, oggigiorno soprattutto digitale, facendo conoscere sempre di più gli aspetti di questo mondo affascinante e intricato, non per forza limitandolo al servizio in sala.

Speriamo con questo articolo di avervi tolto un’altra piccola curiosità; restate sintonizzati per scoprirne tante altre nelle prossime settimane. Stay tuned!

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