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Gli spumanti Cruasé d’Oltrepò Pavese

Alice Carpi 28 Dicembre, 2022

A braccetto con le vicine Franciacorta e  Trento DOC, l’Oltrepò Pavese completa la triade delle migliori zone nostrane per la produzione di spumanti Metodo Classico italiani. Suolo, microclima, tradizione e tecnica si uniscono e creano bollicine indimenticabile, uniche nel loro genere.

Quando parliamo degli spumanti d’Oltrepò Pavese ci imbattiamo spesso nel termine “Cruasé”. Ma che cosa significa? Come mai esiste solo per le bolle prodotte in questa peculiare zona d’Italia? Scopriamo insieme il significato e le caratteristiche degli spumanti Cruasé d’Oltrepò Pavese DOCG.

L’Oltrepò Pavese

Prima di delineare le caratteristiche e il perché del termine “Cruasé”, ci sembra doveroso dare una piccola panoramica degli spumanti lombardi prodotti in questa zona. L’Oltrepò Pavese è infatti una delle terre del nord Italia maggiormente vocate per la viticoltura. Oltre a rappresentare l’area vitata più estesa della Lombardia, questa zona possiede le caratteristiche di terroir che meglio sanno esaltare determinati vitigni autoctoni lombardi. Tra questi, le uve più coltivate sono senz’altro la Croatina, la Barbera, il Moscato e, ovviamente, il pregiato Pinot Nero.

Il Pinot Nero

Considerato uno dei vitigni più pregiati esistenti, il Pinot Nero è un vitigno internazionale che si può trovare in diverse vigne del mondo, ma ha una peculiarità: è difficile da coltivare e da vinificare. Anche per un enologo esperto tutti i processi che portano alla trasformazione dell’uva in vino rappresentano una sfida coraggiosa e decisamente ardua. Il Pinot Nero può infatti dare risultati molto diversi di anno in anno, ed è un tipo di uva molto sensibile alle condizioni pedoclimatiche da cui proviene.

Per questo, la scelta del terroir ideale per la coltivazione di quest’uva a bacca rossa predilige la Borgogna francese, dove il Pinot Noir offre i suoi migliori frutti per la creazione dei grandi vini rossi di Francia, la Champagne, dove viene vinificato in bianco per creare le migliori cuvée di Champagne, che infine in Italia, o, per la precisione, nell’Oltrepò Pavese. Nelle terre d’Oltrepò il Pinot Nero viene utilizzato in gran parte per la produzione di spumanti Metodo Classico dalle sfumature incredibili, che affondano le proprie radici nella storia antica. Si è dedotto infatti che i vini spumanti da Pinot Nero siano prodotti tipici dell’Oltrepò pavese da oltre 2000 anni.

Gli spumanti Cruasè

Da qui arriviamo a chiederci e capire che cosa sono gli spumanti Cruasé d’Oltrepò Pavese. Cruasé è un termine ideato nel 2009 dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese per proteggere ed esaltare la peculiarità degli spumanti Metodo Classico prodotti nelle terre sopra indicate. Cruasé è un vero e proprio marchio collettivo che identifica una particolare tipologia di bollicina d’Oltrepò, ottenuta mediante la vinificazione di sole uve a bacca nera. O, per meglio dire, di sole uve Pinot Nero.

Come già sottolineato prima, la produzione di vino derivante dalla coltivazione di Pinot Nero è tutt’altro che facile, e questo è stato il primo motivo che ha spinto il Consorzio a cercare un nome che sottolineasse le immense capacità produttive di quei produttori che riescono nell’impresa di trasformare quest’uva in vini eccezionali. Altra caratteristica fondamentale delle bollicine Cruasé è quella di rappresentare come denominazione la sola tipologia di spumante rosato.

Cruasé infatti è l’unione di due termini:

  • Cru, espressione simbolica coniata dai francesi che racchiude il rapporto simbiotico tra uva e territorio, tra le caratteristiche intrinseche di un vitigno che trovano in un determinato suolo e microclima l’habitat perfetto.
  • Rosè, che sta a identificare la tipologia di bollicina a cui si riferisce il Cruasé. Per rendere la produzione di spumanti derivanti da uva a bacca rossa ancora più veritiera e genuina, così da convincere anche i più scettici che vedono nella vinificazione in bianco una riduzione di potenziale per il vitigno, si è deciso di creare spumanti italiani rosati da uve Pinot Nero.

Il risultato sono spumanti unici e inimitabili, che si colorano delle più naturali sfumature di rosa, espressione genuina dell’Oltrepò Metodo Classico.

Sottolineiamo infine come questa nuova dicitura sia in primis un modo di sottolineare una produzione limitata e d’eccezione di una particolare zona d’Italia. Tuttavia, rappresenta anche una potente mossa di marketing che ha permesso a una zona troppo spesso mercificata di valorizzare il proprio nome. Questo è stato possibile grazie a un nuovo termine che rappresenta in ogni suo aspetto un riscatto, quello della splendida zona d’Oltrepò Pavese.

 

 

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