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Vini ad alta quota: viticoltura di montagna

Alice Carpi 3 Gennaio, 2023

Quando si parla di viticoltura di montagna si tende spesso a unirla al termine “viticoltura eroica”, che identifica tutte quelle situazioni agricole dedicate al vino per cui la coltivazione della vite avviene in situazioni complicate dal punto di vista geografico.

Ciò che vorremmo tuttavia analizzare in quest’articolo sono piuttosto i vini ad alta quota o la viticoltura di montagna che ne derivano. Come cambiano? Si percepiscono sensazioni diverse al naso e al palato? Dopo una breve introduzione sulla viticoltura eroica, passeremo a spiegare i vini di montagna e tutte le loro sfumature.

Viticoltura Eroica

Il termine viticoltura eroica sta a indicare una categoria ben precisa di coltivazione della vite. Per la precisione, per rientrare all’interno dell’ente internazionale che se ne occupa – ossia il CERVIM, Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana – è necessario possedere determinati requisiti. Primo fra tutti, la pendenza. Il terreno su cui si impiantano e coltivano le piante di viti deve avere una pendenza minima del 30%. Un altro criterio è l’altitudine, che dev’essere di almeno 500mt s.l.m. In assenza di tale altitudine ci si può forgiare di questo termine se si coltiva in situazioni particolarmente difficili come: piccole isole, su gradoni o su terrazzamenti impervi.

Viticoltura di montagna

Coltivare ad altitudini elevate significa complicare su diversi fronti il proprio lavoro. Questo è in sintesi e semplificando il motivo cardine che ha spinto nel corso degli anni sempre più viticoltori ad abbandonare le alture per spostarsi su colline dai pendii più dolci e facilmente lavorabili o direttamente in pianura. In Italia come nel resto del mondo, d’altronde, sono sempre meno i produttori che rimangono a vivere sulle montagne e sposano una viticoltura di nicchia e tanto faticosa.

Ricordiamo inoltre che un altro dato fondamentale per capire quanto sia unico trovarci di fronte a un vino eroico è l’età media dei viticoltori. Trovarsi a dover gestire i propri ettari di terreno su un versante ripido e scosceso può diventare per molti un lavoro che mette a rischio non solo la vendemmia ma anche la salute dello stesso lavoratore. Per questo, coloro che resistono e portano avanti la viticoltura di montagna vengono definiti veri e propri eroi (nonostante a loro spesso e volentieri questo termine non piaccia poi molto…).

In Italia la viticoltura di montagna è dunque sinonimo di tradizione e antiche pratiche vinicole, prettamente artigianali. Nel nostro paese solo il 2% delle cantine possiede questa dicitura, e ciò sottolinea ulteriormente il patrimonio inestimabile e il valore che questo approccio porta con sé.

La viticoltura di altura in Italia

Abitando in un paese dalle mille sfumature orografiche, perciò a differenza di quello che potremmo immaginarci, la viticoltura di montagna non si limita all’estremo Nord. Possiamo trovare situazioni pedoclimatiche estreme dal settentrione al meridione. Tra queste spiccano coloro che vinificano sul Monte Bianco e sull’Etna, veri vignaioli di montagna. Certo, anche le 5Terre o Pantelleria rappresentano una vera e propria viticoltura eroica, ma ciò che ci interessa in questo articolo sono quei luoghi italiani il cui compagno del produttore sia anche e soprattutto il freddo.

Tra i vigneti più alti d’Italia si trovano certamente quelli rientranti nella Denominazione Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle DOC, le cui piante crescono oltre i 1000 mt di altitudine. Per la precisione, si arriva a coltivare fino ai piedi del Monte Bianco, a ben 1200mt di altitudine.

Il vitigno che meglio resiste alle gelate invernali di montagna è il Prié Blanc, uva a bacca bianca autoctona della Valle d’Aosta. La sua prima particolarità è quella di essere uno dei pochi vitigni rimasti a piede franco, ed è anche il vitigno più alto d’Europa. Il Prié Blanc germoglia tardi e matura presto, perciò ha un ciclo molto breve. Il piede franco è sopravvissuto alla Fillossera perché in altura i parassiti tendono a morire, e perciò l’insetto non ha potuto infettare le piante. Un altro luogo dalle altitudini che si aggirano intorno ai 1200mt s.l.m. è il Parco Nazionale della Sila, in Calabria. Anche qui la viticoltura di montagna conferisce alle uve caratteristiche uniche.

Le caratteristiche dei vini di montagna

I vini di montagna portano con sé un patrimonio organolettico unico. Ciò è dovuto all’altitudine a cui crescono le viti e al conseguente freddo a cui sono soggette. Innanzitutto c’è da dire che la pianta della vite, per crescere al meglio, necessita di terreni ben drenati. Avere radici su pendii permette loro di insidiarsi meglio tra i suoli ripidi e scoscesi. Perciò, queste uve non soffrono mai di mancanza di umidità.

Inoltre, la caratteristica più importante è il freddo: l’abbassamento della temperatura porta con sé una più lenta maturazione della vite. Ciò implica la produzione di inferiori quantitativi di zucchero, di vini più colorati e più profumati. Il freddo permette inoltre di elevare la quantità di acidità, ed è per questo che la viticoltura di montagna si presta particolarmente alla produzione di vini spumanti Metodo Classico. La maturazione della vite di montagna mantiene elevati i profumi e i sentori dell’uva senza tuttavia tralasciare freschezza e acidità. Se ci trovassimo in un luogo pianeggiante, per ottenere vini dall’elevata acidità dovremmo raccogliere l’uva precocemente, perdendo in aromi primari.

Infine, le meravigliose esposizioni solari di queste uve insieme con una perfetta ventilazione delle piante permettono ai grappoli di crescere sani e rigogliosi. La luce è utile per evitare all’uva di marcire. Anche il sottosuolo povero a base di ghiaia, sabbie e ricco di scheletro e ghiaie aiuta il drenaggio e dunque la coltivazione ad alta quota. I vini di montagna si contraddistinguono per freschezza e mineralità. Sono vini dalle ottime spalle acide, dal sorso vibrante e dal patrimonio aromatico ricco e complesso. Sono vini principalmente bianchi o spumanti che fanno della luce di cui riescono a godere il loro ingrediente segreto.

I vini da viticoltura eroica si trovano in Italia principalmente in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Sicilia, Calabria, Liguria e Lombardia (Valtellina). Tra i vini naturali di montagna annoveriamo sicuramente le bottiglie artigianali della cantina Cave Mont Blanc, vini freschi e dai profumi fruttati incredibili. Un’altra cantina d’altura è Maestà della Formica. Questa volta ci troviamo sulle Alpi Apuane, nella Garfagnana. Qui si producono vini toscani di montagna dai patrimoni organolettici unici, e questa volta si tratta di vini rossi!

 

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