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Cosa sono i vini vegani?

Carlotta Peso 15 Novembre, 2022

Negli ultimi anni abbiamo assistito, in Italia e nel mondo, a una crescita esponenziale di chi sceglie di non coinvolgere nella propria dieta alimenti animali o di origine e derivazione animale: i vegani. Questo fenomeno si estende anche al mondo enologico, con l’avanzare sempre più prorompente dei vini vegani sul mercato.

Il veganesimo non rappresenta solo un particolare e restrittivo regime alimentare ma un vero e proprio stile di vita. Per raggiungere una maggiore consapevolezza nei confronti della natura e dell’ambiente e riservargli il massimo rispetto, infatti, chi sceglie di essere vegano allarga questa visione a tutti gli ambiti della sua vita quotidiana: cibo sano, abbigliamento di qualità, trasporti a basse emissioni e, ovviamente, bevande sostenibili. Molte cantine hanno quindi scelto di modificare radicalmente i principi di produzione e di lavorazione della loro azienda per raggiungere anche chi crede in questa ideologia; ma cosa sono i vini vegani e come devono venire vinificati per essere riconosciuti come tali?

Cosa non è ammesso nella dieta vegana?

Partiamo dalle basi. Chi è vegetariano esclude completamente dalla sua dieta qualsiasi alimento animale contenente carne o comunque derivante dalla morte dell’animale; chi è vegano, invece, sceglie di non includere nella sua alimentazione alcun prodotto di origine animale, compresi quelli provenienti dall’animale stesso quando ancora in vita.
Per essere adatto a un vegetariano, quindi, il vino richiede meno restrizioni rispetto a quello destinato a un vegano. Per quali motivi?

Perché il vino non è sempre vegano?

Il vino non è un prodotto naturalmente vegano, soprattutto se ci riferiamo a vini convenzionali e non naturali, biologici o biodinamici.
Le fasi di lavorazione in cantina, infatti, di norma prevedono lo svolgimento delle procedure di chiarifica e/o di filtrazione prima dell’imbottigliamento, volte all’ottenimento di un vino limpido e privo di qualsiasi impurità. Queste tecniche – generalmente abolite dalle cantine produttrici di vini naturali – prevedono l’utilizzo di coadiuvanti tecnologici di origine animale, ovvero sostanze non destinate al consumo alimentare diretto ma utilizzate per la trasformazione delle materie prime – la cui definizione viene indicata nel regolamento relativo agli additivi alimentari numero 1333/08.
I coadiuvanti maggiormente utilizzati nell’ambiente vinicolo sono molteplici:

  • la caseina,
  • la colla di pesce,
  • le gelatine animali,
  • l’albumina
  • la chitina (fibre derivanti dai crostacei)

Questi elementi si possono considerare a tutti gli effetti transitori: tuttavia, seppur non presenti all’interno del vino come “ingredienti della ricetta”, possono permanere in esso come residui.

Cos’è un vino vegano

Un vino vegano, per definizione, è un vino che non prevede il coinvolgimento di alcun prodotto o derivato di origine animale né durante le fasi di cura e coltivazione della vigna, né durante i processi di vinificazione in cantina.
In vigna si può ovviare a questo problema trattando i terreni e concimandoli con composti naturali come, per esempio, gli humus vegetali. In cantina, invece, si possono scegliere due strade differenti: una prevede la totale abolizione dei processi di chiarifica e filtrazione del vino, l’altra, invece, si impegna nell’utilizzo di proteine vegetali – come quelle estratte dai legumi – o della bentonite – materiale argilloso – per lo svolgimento della chiarifica del vino.
Così facendo, il vino non corre alcun rischio di contenere prodotti di origine animale al suo interno e può essere serenamente destinato a onnivori, vegetariani e vegani.

Come riconoscere un vino vegano?

Giorno dopo giorno assistiamo alla crescita della curiosità e delle attenzioni riservate al mondo vegano, eppure ancora oggi non esistono vere e proprie indicazioni a livello normativo per la produzione di vini vegani. Spesso, infatti, vini biologici e vini vegani vengono ancora erroneamente considerati gemelli.
Per riconoscere un vino vegano, come spesso accade, bisogna affidarsi alla sua etichetta. Molti marchi privati indicano volontariamente sulle proprie bottiglie la natura vegana dei loro prodotti. Nel nostro Bel Paese, a garantire in maniera “ufficiale” ci pensa l’AVI, ovvero l’Associazione Vegetariana Italiana; il loro marchio certificato Qualità Vegetariana Vegan® viene concesso alle aziende dopo numerosi controlli in azienda che vengono svolti dall’ente indipendente Csqa-Certificazioni, ed è simbolo e assicurazione della totale assenza dell’utilizzo di prodotti animali sia nel processo produttivo che in quello di confezionamento.
Un ulteriore marchio che garantisce l’acquisto di un vino vegano è ICEA Bio Vegan, realizzato in collaborazione con la LAV – Lega Anti Vivisezione.

I vini naturali sono vini vegani?

Se si desidera bere un vino che non utilizzi prodotti derivati da animali, o si cercano produttori con il marchio Vegan®, oppure, in alternativa, noi consigliamo di dedicare le proprie attenzioni al mondo dei vini naturali e biodinamici. Nell’agricoltura biodinamica infatti, in vigna si prediligono sostanze vegetali. Inoltre, un vino naturale è un vino che non subisce né chiarifiche né filtrazioni. Il mosto fermenta spontaneamente, con soli lieviti indigeni, e il produttore naturale aggiunge pochissime dosi di solforosa (anzi, esistono anche numerosi vini naturali senza solfiti aggiunti!).

In un contesto così rigoroso per ciò che riguarda il rispetto della natura e degli ecosistemi, i produttori tendono a evitare tutte quelle procedure che potrebbero coinvolgere sostanze di derivazione animale. Non è una regola, questa, ma è il modo più facile per minimizzare le probabilità di un consumo di derivazione animale.

Insomma, se desideri un vino vegano, acquista un vino con il marchio Vegan®; altrimenti, prova con un vino biodinamico di un produttore naturale. Non troverai il logo, ma avrai tra le mani un prodotto sostenibile in tutta la sua filiera.

Bere sostenibilmente è quindi ormai alla portata di tutti, basta saper scegliere.

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