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Le FAQ dei vini naturali spiegate

Alice Carpi 26 Luglio, 2022

Dimmi che domande ti fai e ti dirò chi sei: è questo il mantra di oggigiorno. Anche il mondo dei vini naturali vuole la sua parte. Perciò, ecco una piccola guida con le risposte alle prime cinque domande che vi sorgono spontanee quando parliamo di enologia artigianale.

Quando si parla di vini naturali, si tende spesso a non avere le idee chiare. Ci sono gli esperti, da un lato, che spezzano il capello in quattro e spiegano le cose con troppi tecnicismi perché chi non fa parte del loro mondo possa capirli. Dall’altra parte, ci sono i Blogger, quelli che “chi la spara più lunga la vince”. Ecco, in mezzo a questo mar il naufragar non è dolce, ma amaro. Noi di Florwine ci proponiamo come umile via di mezzo: un magazine didattico che possa servire sia a chi di vini naturali ne sa già abbastanza, e chi invece vorrebbe cominciare un percorso di apprendimento. Benissimo. E quindi…? Quindi, siamo andati a spulciare tra le FAQ suggerite alla ricerca “vini naturali”. Vuoi sapere cosa abbiamo trovato?

Partiamo, come sempre una storia quando è raccontata bene, dall’inizio. Ecco le FAQ sui vini naturali, spiegate una per una.

 

1. Che cosa è il vino naturale?

Con la prima pagina di ricerca ancora aperta, notiamo un primo errore. Wikipedia, infatti, recita: “un vino naturale è un vino che viene realizzato a partire da uve biologiche…“. Falso!
Le uve biologiche – che poi sarebbero “uve da agricoltura biologica” – non devono per forza appartenere a questa categoria. Ma cosa sono i vini naturali? Un vino è naturale quando le viti e i terreni da cui provengono le uve di produzione non subiscono trattamenti fitosanitari periodici, ad eccezione dell’utilizzo di piccole quantità di prodotti a base di rame e zinco solo secondo necessità (molti produttori infatti non li utilizzano). Ma non finisce qui. Il vino naturale è “artigianale” dalla vigna alla cantina. Una volta qui, infatti, le quantità di anidride solforosa aggiunte sono minime o assenti, ma comunque decisamente inferiori rispetto alle quantità generalmente contenute all’interno dei vini prodotti in maniera convenzionale. Le temperature del mosto possono essere o non essere controllate. Il mosto fermenta spontaneamente, senza l’aggiunta di lieviti selezionati e solo con i lieviti indigeni. Non vengono eseguite filtrazioni né chiarifiche (cosa che potrebbe accomunare anche alcuni vini biologici). Il vino spesso matura a contatto con le fecce fini, quelle particelle che si formano durante la fermentazione alcolica e che non vengono eliminate (ecco i vini Sur Lie). Un vino naturale “di fatto” segue eccome i principi dell’agricoltura biologica, anzi! Li approfondisce, e di parecchio. Ma “agricoltura biologica” è una certificazione: si prende o non si prende. Chi fa vino naturale spesso non la prende, anche se potrebbe, per evitare di cadere nel calderone dei “vini biologici”, che identificano vini che ammettono comunque più chimica e maggiori manomissioni, sia in vigna che, va da sé, in cantina.

PER SAPERNE DI PIÙ: Le differenze tra vino naturale e vino biologico, Che cosa sono i vini naturali

 

2. Quali sono i vini senza solfiti?

 

Allora. Anche qui, necessitiamo chiarezza. I vini naturali NON sono “vini senza solfiti“. Possono esserlo. Esistono vini naturali senza solfiti? Sì. Senza solfiti aggiunti. Esistono vini naturali che ammettono una dose minima di anidride solforosa? Di nuovo, sì. Il mondo dei vini naturali ha semplicemente portato a galla un problema. Ossia, i limiti di solfiti ammessi – E nei vini convenzionale E, attenzione, nei vini biologici – erano, sono, troppo alti. L’anidride solforosa viene utilizzata per conservare al meglio il vino, ossia per proteggerlo da ossidazioni e microbi, ma è tossica. I vini naturali ammettono anidride solforosa solo in fase di imbottigliamento, e comunque in minimi termini. I produttori artigianali hanno capito che per preservare un vino quei range erano decisamente troppo ampi, e facevano solo che male. Il mal di testa del mattino dopo è solo l’esempio più lampante. Si può fare un vino SENZA solfiti? Senza utilizzare anidride solforosa? Sì. Non è facile, anzi. Richiede una maestria rara, ma c’è chi ci riesce.
Parliamo di Radikon, Possa, Terra della Luna, il 280 di CostadilàCascina degli Ulivi, e molti altri. Provare per credere.

PER SAPERNE DI PIÙ: Qual è il rapporto tra solfiti e vini naturali?

 

3. Cosa sono i vini tripla A?

 

Triple A sta per “Agricoltori, Artigiani, Artisti“. Potremmo dire che Triple A è due cose: da un lato, un movimento. Triple A è il movimento tutto Made in Italy che, mediante un vero e proprio Manifesto redatto da Luca Gargano, nel 2001 ha sancito la prima vera distanza tra vino convenzionale e vino naturale. In un mondo standardizzato, con lo Chardonnay del Trentino che ha lo stesso sapore di uno Chardonnay siciliano, Luca Gargano ha posto la linea tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, se solo ci dessimo l’opportunità di andare controcorrente. Per ottenere un “grande vino”, al produttore serve seguire il decalogo delle tre A. Triple A ha così raccolto produttori italiani e internazionali, raggruppandoli sotto il proprio timbro di artigianalità. Comprare un vino triple A significa sapere che il prodotto che stiamo bevendo è frutto di una mano e non di una macchina, è il risultato di anni di studio e lavoro attento e rispettoso dei cicli naturali. Infine, perché no, si merita il valore di arte. A fianco a questo, Triple A è dunque anche distributore per tutti quei vini che rientrano in questa grande famiglia. Tutti i vini naturali sono Triple A? No, ma chissà.

 

4. Cosa si intende per vino biodinamico?

 

Il vino biodinamico è un vino naturale che approfondisce le connessioni con la natura al punto da renderlo una vera e propria filosofia. Ma che significa? Tra tutte le FAQ sui vini naturali, questa è sempre in cima alla lista. Giustamente: i produttori biodinamici tendono a spiegare poco con le parole. Un vino è biodinamico se è ottenuto da uve da agricoltura biodinamica. Quindi, per capire un vino biodinamico, va capita l’agricoltura biodinamica. Cosa non facilissima: l’Unione Europea sta ancora lavorando sul disciplinare che la definisca esattamente. La certificazione Demeter è ad oggi l’unico riconoscimento possibile per i vini da agricoltura biodinamica. Rudolf Steiner ne è l’inventore, un australiano che visse a cavallo tra ‘800 e ‘900, e che ha influenzato tantissime generazioni di contadini a seguire. In sostanza, chi coltiva in biodinamica ricerca una connessione tra terra e cielo: l’astrologia, dunque, si interseca all’agricoltura. Incredibile, vero? Diciamo che è un modo di rispettare il terreno come nessun’altro prima aveva fatto: si tende ad eliminare i trattori in vigna, i preparati che vengono utilizzati per le piante sono a base di Tarassaco, Humus e cornoletame (il famoso preparato 500), e prima di potare è bene guardare la luna, studiarne le fasi, e, se richiesto, aspettare. Insomma, il terreno in connessione con l’ambiente. E con il cielo.

 

5. Cosa sono i vini vegani?

 

Tra le domande che meno ci aspettavano di trovare nelle FAQ sui vini naturali, c’era proprio questa. Che cosa è un vino vegano? Ma il vino normale cosa è, onnivoro? Una moda, una trovata di marketing, o una vera e propria rivoluzione? Ebbene, il vino vegano, va da sé, è un vino che non è il risultato di prodotti di origine animali. Alcuni derivati di animale, in effetti, vengono utilizzati per alcuni passaggi in cantina. Per esempio, la caseina contribuisce alla stabilizzazione dei vini bianchi (procedura bandita dai vini naturali, fiuuu). Oppure, la colla di pesce, utilizzata nella chiarificazione (e anche qui, i vini naturali sono salvi). Si può chiarificare un vino senza l’utilizzo di sostanze che derivano da un animale? Sì, ma è più complicato. La domanda da un milione: un vino vegano è naturale? No. Perché potrebbe comunque contenere valori di solforosa elevati o non rispettare gli altri aspetti fondamentali della produzione dei vini naturali. E invece: un vino naturale è vegano? Tendenzialmente sì. Perché, come abbiamo visto, i processi in cui si utilizzano prodotti derivanti da animali sono la stabilizzazione, la chiarifica e la filtrazione. Tutti momenti che non esistono nel ciclo naturale di un vino.

 

Queste erano le prime 5 FAQ relative ai vini naturali. Un buon punto di partenza per imparare le prime basi e fare un po’ di chiarezza su questo mondo che tanto amiamo e che meritiamo di conoscere a fondo.
Alla prossima cinquina.

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