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Perché le bottiglie di vino sono da 0.75 l?

Ginevra Baldi 7 Giugno, 2022

Tra le tante curiosità che si aggirano intorno al mondo del vino e dell’enologia, questa è una delle domande a cui ci piacerebbe rispondere in questa rubrica: perché le bottiglie di vino hanno un formato da 0.75 l e non un litro?

Per molti la dimensione di una bottiglia di vino è qualcosa di scontato e assolutamente consolidato, ma i più attenti e curiosi tra i nostri lettori sicuramente almeno una volta nella vita si saranno chiesti la peculiarità delle bottiglie di vino, di dimensioni standard di 0.75 l. Le risposte sono molte, alcune più fantasiose altre più attendibili.

Di sicuro teniamo a specificare che dal 1975 per una direttiva CEE i recipienti dedicati al vino possono essere di diverse capacità, dai 25 cl sino ai 1.5 litri, basti pensare alle famose Magnum o ai piccoli formati dedicati ai passiti o vini liquorosi. C’è da precisare che prima dell’avvento della bottiglia di vetro l’uomo si è sempre prodigato a cercare il “contenitore perfetto” per il trasporto e di conseguenza il consumo del vino.

L’avvento delle bottiglie in vetro

Se della bottiglia di vetro si conoscono le origini sin dal I secolo a.C. è solo nel 1652 che la bottiglia viene ufficialmente resa il contenitore perfetto per il vino. Sir Kenelm Digby, padre della English Bottle, o comunemente la bottiglia di vetro da 0.75 l capì la vera potenzialità del materiale, unico a non alterare i sentori del prezioso liquido e sicuramente più conveniente rispetto ad altri materiali. Se inizialmente la bottiglia si presentava panciuta e dal collo allungato per esigenza di stivaggio in cantina si decise di migliorare la preziosa invenzione di Sir Digby e dare alla bottiglia la forma tradizionale che noi oggi conosciamo.

Ma allora perché si sceglie il formato 0,75 l?

La prima ipotesi e anche la più antica di queste teorie riguardo al mistero delle dimensioni delle bottiglie di vino poste a 0.75 l è da far risalire alle origini della bottiglia stessa. All’epoca, parliamo del 1700 circa, si diceva che i mastri vetrai avessero la “capacità polmonare” di soffiare fino a creare una bottiglia da 650 – 750 ml. Pare che i soffiatori di vetro fossero in grado con un solo soffio di creare una bottiglia destinata a contenere il prezioso vino, partendo da vetro fuso. Anche se col tempo questa tecnica è andata a perdersi, si è deciso di stabilire una capienza più standardizzata, sia da un punto di vista pratico che produttivo.

La seconda ipotesi è da ricercare sempre nel passato. A cavallo tra i secoli XVII e XVIII, il commercio del vino si intensificò, con l’importazione massiccia dei vini dalla Francia al Regno Unito. I nobili anglosassoni amavano molto i rinomati succhi enoici prodotti in Francia ma allo stesso tempo non perdevano d’occhio gli affari; tradizionalmente, le casse trasportate via mare dagli inglesi avevano la capacità di 2 galloni, circa 9 litri. Per rendere il trasporto vantaggioso decisero di inserire 12 bottiglie da 750 ml per andare a riempire a pieno la cassa.

Il fatto divertente è che ancora oggi Usa e Regno unito mantengono la capienza di 2 galloni per la spedizione. Altri paesi, come l’Italia, hanno invece deciso di scendere ad 1 solo, ovvero un tradizionale 6 bottiglie in cartone.

Le teorie del riempimento

La terza teoria affonda sempre le radici nel passato, quando questo formato fu scelto sempre per esigenze non di trasporto ma da osteria. Le bottiglie di vino avevano dimensioni standard di 750 ml perché corrispondevano a circa 5 calici da osteria, da 150 ml. In questo modo gli osti sapevano esattamente in base ai commensali quante bottiglie stappare per evitare gli sprechi, o i clienti… molesti!

L’ultima tesi, ma non ultima per importanza, si può ridurre tutto ad una questione di…peso! Nel passato si pensava infatti che scegliere una bottiglia della capienza di 750 ml, una volta riempita con il vino, raggiungesse il chilogrammo perfetto. Oggi è una pratica poco seguita però sino al XX secolo era considerata la prassi.

Nuovi formati di bottiglie di vino

Noi non sappiamo quale tra queste curiose teorie sia quella vera. Però, possiamo dirvi con quasi certezza che l’insieme di tutte ha contribuito alla creazione delle bottiglie di vino da 0.75 l che oggi conosciamo.
Il mondo del vino e di conseguenza dei suoi consumatori e amatori è in crescita, e le esigenze cambiano di continuo. Da diversi anni molti produttori decidono di sperimentare non soltanto con i succhi enoici ma anche con la dimensione delle bottiglie. Non è insolito trovare sul mercato oggigiorno anche bottiglie da litro o piccoli formati “travel size”. Tutte le alternative alla classica bottiglia sono volutamente ideate dal produttore per una nuova proposta sul mercato.

Non sappiamo se questa sia una rivoluzione o semplice esigenza di mercato. In ogni caso, speriamo che queste tips abbiano risposto ad una delle tante domande che si aggirano introno al mondo del vino. Sintonizzatevi per tante altre curiosità, stay tuned!

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