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5 produttori imperdibili di vini naturali: Puglia

Alice Carpi 24 Agosto, 2022

La Puglia è un mondo a sé stante, il tacco d’Italia, la penisola nella penisola. Le città ne sono il centro nevralgico, mentre i nostri due mari ne limitano i confini.

Come si spiega l’orizzonte a chi non è mai stato qui? Ci immaginiamo su un muretto a picco sul mare. Gambe a cavalcioni, il sole che si riflette nei nostri sguardi, e il vento che muove le coste delle onde per tramutarsi in brezza marina sulla nostra pelle. Ci sono luoghi che non hanno fine, ma che vivono e perdurano aldilà della terra su cui muoviamo i nostri passi. Esistono diversi modi per renderli eterni, e uno di questi è imbottigliarne l’essenza, rendendola viva, rendendola vera, rendendola nostra. Scopriamo dunque 5 produttori di vini naturali della Puglia, uno per ogni zona, e impariamo che cosa significa saper trasformare la luce che entra in piccoli sorsi di pura magia.

 

La Murgia Barese è una zona pietrosa e collinare, che coinvolge le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, dimenticandosi dei confini regionali e arrivando a toccare la Basilicata. Si tratta di una terra dalla storia antichissima, i cui abitanti proteggono con amore e commozione. L’Archetipo si colloca a Castellaneta, vicino ad Altamura, e non a caso si chiama proprio così: è questo il senso, l’unione tra ciò che siamo oggi e ciò che siamo stati fino a ieri. Tutto è collegato, uva, vino, terra, cielo. E tutto deriva da un’unica matrice.

I vini naturali pugliesi della famiglia Dibenedetto tracciano una linea che unisce il passato con il presente. Sono etichette non convenzionali, autentiche ed espressive dell’incredibile territorio che rappresentano. Parola chiave? Sinergia.

Curiosità: i vini de l’Archetipo non sono filtrati, e i vignaioli consigliano, proprio per questo motivo, di berli versandoli in una caraffa, sia per degustarli in tutto il loro bouquet gustativo, sia per evitare che i sedimenti in bottiglia sporchino la beva.

 

  • Pantun – Costiera Jonica

Se la cultura pugliese che si trova tra le coste del Mar Ionio e la Murgia Barese potesse definirsi a livello identitario, ce la immagineremmo come le sue gravine. Profonde incisioni nella roccia che toccano il centro della terra e ne fanno solco perenne. Allo stesso modo, le tradizioni di questi territori scavano nel profondo dell’anima di chi li abita. E i vini naturali in Puglia che si producono nello specifico in queste terre non possono che riflettere questo richiamo dal profondo di un luogo che non conosce limiti.

In un contesto tanto magico, i vini Pantun occupano un posto speciale. Otto ettari di pura magia gestiti magistralmente da Jutta e Mimmo, che vendemmiano a mano con cassette. Qui si producono vini naturali schietti, rispettosi e genuini. Pantun ha trovato il modo di scendere in profondità a ogni sorso, lasciandoci con il desiderio di berne sempre un po’ di più.

Curiosità: Jutta e Mimmo, insieme con i figli, sono anche maestri di riciclo e riuso: la cantina è stata costruita nel 2012, utilizzando soltanto attrezzi che sono stati recuperati e ristrutturati nel corso degli anni.

 

Il contadino d’eccellenza è un uomo imperturbabile, che con i suoi occhi azzurri sembra voler riflettere il mare del Salento. Si chiama Natalino del Prete, ed è uno dei capostipiti del movimento dei vini naturali pugliesi. Da ottimo agricoltore, Natalino del Prete si dedica anche agli ulivi, ma è il vino che gli ha lasciato sulle mani i solchi più profondi. I suoi terreni si trovano tra Guagnano e San Donaci, in provincia di Lecce. Dal duro lavoro di Natalino sono nate etichette imperdibili e vini naturali pugliesi succosissimi, frutto di una storia personale che collega la vita di un uomo a quella della sua terra.

Dicono che non sia ben chiaro capire dove il Salento cominci, per fortuna c’è il mare a limitarne i confini. Ma ci sono luoghi che, proprio come le persone che li abitano, superano le barriere e ci entrano nell’anima. Viaggiano oltre, superando regioni, piazze, chiese, fiumi e sì, anche mari. E chissà, magari finiscono sulla nostra tavola, imbottigliati appositamente per farci sentire a casa ovunque ci troviamo.

Curiosità: imperdibili i rosati di Natalino del Prete, soprattutto Il Prodigo, che non aggiunge solfiti ed esprime il Salento in tutta la sua genuinità.

 

Valentina Passalacqua è la donna del vino naturale pugliese. Dai giochi nella masseria della nonna alla carriera all’estero potrebbe sembrare un viaggio di sola andata. E invece, Valentina è tornata per restare, e la libertà dell’infanzia se la porta dentro, presente in ogni bottiglia che produce. Il progetto Calcarius nasce in collaborazione con Danilo Marcucci, enologo naturale esperto e appassionato di artiginalità. Apricena è la città della pietra, e qui Valentina ha deciso di isolare alcune parcelle delle sue vigne che affondavano le radici in terreni esclusivamente calcarei, molto particolari.

Ed ecco che nascono i vini naturali della Puglia più minerali ed espressivi del Gargano. Un sogno in pietra bianca che Valentina è riuscita ad acchiappare con la tenacia e la perseveranza che queste terre ti insegnano ad avere. E che tu stia giocando a nascondino in masseria o viaggiando su un volo diretto oltre l’Atlantico, ciò che conta è la capacità di tenere gli occhi ben aperti. Per riconoscere la meraviglia serve esercizio.

Curiosità: Tutti i vini naturali di Progetto Calcarius riportano in etichetta il numero atomico (20) dell’elemento chimico del Calcio (Ca), insieme al peso atomico (40.08).

 

I vini naturali in Puglia hanno trovato il perfetto nascondiglio, che gli ha permesso di crescere e sviluppare le proprie piante nella natura più incontaminata. In una terra recondita, dove alle distese di erba si alternano alberi da frutto e boschi, sorge una piccola cantina, cresciuta selvatica insieme alla natura circostante. É la casa della famiglia Nicassio, vignaioli da generazioni. L’agricoltura biodinamica conferisce ai vini un’ulteriore sfumatura territoriale. Il succo d’uva fermentato viene vinificato in maniera talmente semplice e genuina che ci pare di poter sentire l’eco della Puglia in ogni bicchiere.

Perciò, ecco diversità e ambiente, sostenibilità e territorio, stringersi insieme in un’unica produzione. La cantina che cresce intorno alle sue viti, nel mezzo della natura selvaggia, esprime al meglio il carattere identitario di un luogo. E un grazie va alla famiglia Nicassio, che come la migliore delle piante ha saputo crescere e adattarsi, scolpendo la terra con l’intensità della propria passione.

Curiosità: Uno dei vini più rappresentativi di Cantina Giara è Amphora Viva, un Orange Wine prodotto in anfora che racconta appieno la filosofia della famiglia Nicassio.

 

Natalino del Prete - Pinoq

Natalino Del Prete - Pinoq 2021

Salento IGT

15.00

Natalino Del Prete - Pinoq 2021

Salento IGT

15.00
Natalino del Prete - Moina

Natalino Del Prete - Moina 2021

Salento IGT

15.00

Natalino Del Prete - Moina 2021

Salento IGT

15.00
Progetto Calcarius - Frecciabomb Orange

Progetto Calcarius - Frecciabomb Orange 2020

Puglia

15.00

Progetto Calcarius - Frecciabomb Orange 2020

Puglia

15.00
L'Archetipo - Primitivo

L'Archetipo - Primitivo 2016

Salento IGT

17.00

L'Archetipo - Primitivo 2016

Salento IGT

17.00
Cantina Giara - Primordio

Cantina Giara - Primordio 2019

Puglia

19.00

Cantina Giara - Primordio 2019

Puglia

19.00
L'Archetipo - Spumante Brut

L'Archetipo - Marasco Nature 2019

Salento IGT

16.00

L'Archetipo - Marasco Nature 2019

Salento IGT

16.00
Progetto Calcarius - Nu Litr Bianco

Progetto Calcarius - Nu Litr Bianco

Puglia IGT

15.00

Progetto Calcarius - Nu Litr Bianco

Puglia IGT

15.00
Cantina Giara - Fatalità

Cantina Giara - Fatalità 2020

Puglia

21.00

Cantina Giara - Fatalità 2020

Puglia

21.00

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