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I produttori di vini naturali più famosi del mondo

Alice Carpi 20 Gennaio, 2023

Si tende spesso a racchiudere il mondo dei vini naturali all’interno di una nicchia innovativa, sì, ma molto recente. A causa della recente ondata di appassionati di questo specifico settore vitivinicolo, in molti sono convinti che il vino naturale sia un prodotto recente e che dunque chi lo produce non può che essere identificato come un contadino rurale emergente. Non è affatto così, anzi: i più grandi nomi dei vini naturali sono il frutto di tradizione e generazioni che si sono susseguite nel raggiungimento dell’olimpo dell’enologia artigianale.

Scopriamo dunque i nomi che tutti dovrebbero sapere, quelli che fanno la storia e le cui tecniche vinicole sono celebrate e prese da esempio in tutto il mondo. Ecco la lista dei produttori di vini naturali più famosi del mondo.

Francia

Tra i migliori produttori di vini naturali del mondo svettano indiscussi i francesi. La viticoltura artigianale Made in France è infatti da decenni punto di riferimento di enologi e vigneron di ogni dove. Il merito è senz’altro quello delle tradizioni centenarie e degli splendidi terroir che si prestano a una coltivazione della vite di spiccata qualità.

1. Pierre Overnoy

Tra i primi nomi che vale la pena tenere a mente, sia mai che il portafoglio ci consenta di acquistarne una bottiglia, c’è sicuramente quello di Pierre Overnoy. Ci troviamo nella regione dello Jura, e la storia di Pierre affonda le sua radici nelle generazioni precedenti. Gestisce il Domaine Overnoy dal 1961, esteso su 6 ettari totali gestiti secondo approcci sostenibili e dalla cura encomiabile. La modalità di coltivazione di Pierre è ad alta densità: le piante vengono impiantate molto vicino tra loro, così da spingere le radici a scendere più in profondità. I grandi vini naturali di Pierre Overnoy – la cantina oggi è pilotata da Emmnauel Houillon – sono gioielli dalla spiccata mineralità e dalle sensazioni burrose ed eleganti, semplicemente senza tempo.

2. Romanée Conti

Tra i vini più costosi del mondo si trovano senz’altro anche le bottiglie di Romanée Conti, il Domaine della Borgogna che più di tutti porta alta la bandiera nazionale dei grandi vini francesi. Considerato il gotha del vino mondiale e avendo visto nel corso dei secoli diverse famiglie passarsi la gestione del Domaine, Romanée Conti produce i più grandi vini rossi francesi della Borgogna. Dal 2008 in vigna si porta avanti un’agricoltura biodinamica con rese bassissime e un’attenzione maniacale in tutto il processo produttivo. Il DRC (questa la sigla del Domaine) è riconoscibile da un semplice e umile cartello che identifica la tenuta. La cantina più prestigiosa al mondo non ha bisogno di grandi stemmi: dimostra tutta la sua meravigliosa eleganza a ogni sorso delle sue pregiate bottiglie.

3. Jean-François Ganevat

Jean-François Ganevat è un’altra leggenda del panorama enologico di Francia e del mondo. Cartina tornasole che dimostra l’eleganza e la purezza della viticoltura francese, Ganevat è in primis una famiglia, che dal 1650 coltiva la vite nelle terre del meridione dello Jura. Nel 2006 Jean-François ha convertito la tenuta, estesa per circa 8.5 ettari, all’agricoltura biodinamica. Inoltre, dal 2014 in cantina vengono utilizzate anche anfore italiane, che si affiancano ai pregiati legni per gli affinamenti dei vini. Il Domaine produce una vastissima quantità di etichette, circa 40, alcune delle quali in collaborazione con altri produttori della regione che con Jean-François Ganevat condividono valori e filosofia. I vini naturali di Ganevat riescono a esprimere tutta la potenza di un terroir unico attraverso bottiglie eleganti e minerali.

4. Jacques Selosse

Ci spostiamo tra i produttori più importanti nel mondo dello Champagne. Jacques Selosse è uno dei nomi che meglio sono stati in grado di dimostrare il valore inestimabile dello spumante francese prodotto in queste terre. La famiglia di Selosse è inoltre da applaudire per il coraggio di distaccarsi dal monopolio delle grandi Maison alla ricerca di una viticoltura indipendente e di qualità irraggiungibile. Dal 1980 la cantina è gestita da Corinne e Anselme Selosse, che portando avanti lavorazioni manuali e tradizionali in tutti i 7 ettari della tenuta. Le parcelle preziosissime si trovano nel terroir unico della Côte des Blancs, suddiviso tra i Grand Cru di Cramant, Oger, Avize e Le Mesnil-sur-Oger. In queste terre si coltiva principalmente Chardonnay e i Blanc de Blancs che ne derivano sono Champagne complessi e memorabili, unici nel loro genere e frutto di discussioni infinite. Ci piacciono in primis per la loro personalità, unica e inimitabile.

5. Maison Françoise Bedel & Fils

La splendida Maison Bedel si estende per circa 8 ettari e sorge nel confine orientale della regione della Champagne, nel piccolo comune di Crouttes-sur-Marne. La tenuta è già alla terza generazione, e oggi conta sulla gestione da parte dell’innovativo Vincent Desaubeau, che è riuscito a convertire l’intera tenuta a regime biodinamico dal 1998, quando ancora la biodinamica toccava pochissime selezionate realtà. Tra i filari della Maison si coltiva principalmente Pinot Meunier, affiancato in minima percentuale da Pinot Noir e Chardonnay. La cantina tende a non produrre millesimati, convinta nella sua filosofia che sia più importante l’esaltazione del terroir piuttosto che dell’annata. Gli Champagne di Bedel sono bottiglie sensazionali e dall’armonia incredibile, frutto di una classe di famiglia che non conosce limiti.

6. Jean Pierre Robinot

Tra i produttori di vino naturale più famosi del mondo spicca senz’altro il Guru della Loira, un personaggio fuori dagli schemi e peculiare al punto di suscitare ammirazione ed entusiasmo in chiunque abbia la fortuna di sentirlo parlare. Stiamo parlando di Jean Pierre Robinot e dei suoi magici vini naturali senza solfiti aggiunti. La sua storia ha inizio con la fondazione della prima enoteca di vini naturali a Parigi, L’Ange Vin. Successivamente, Jean Pierre decide di lanciarsi nel mondo della stampa, fonando il Rouge et Blanc, rivista di vino francese dall’immenso successo. Infine, nel 2000, inzia a produrre un suo vino nel piccolo comune di Chahaignes, nel cuore della Loira. Oggi il Domaine Robinot si estende su circa 10 ettari totali, dove spicca il vitigno autoctono a bacca bianca Chenin Blanc, al fianco del raro vitigno a bacca nera Pineau d’Aunis. Agricoltura biodinamica e fermentazioni lunghissime – fino a un anno di durata – contribuiscono a creare vini naturali delicati, finissimi, e dal fascino incredibile.

Italia

Al fianco della Francia, l’Italia si posiziona come uno dei paesi migliori al mondo nella produzione di vini genuini e autentici. I vini naturali italiani vengono acquistati in tutto il mondo per la loro forte impronta territoriale. Espressioni sincere di un territorio cangiante e ricchissimo di vitigni autoctoni, i vini italiani sono simboli di eccellenza e di tradizione. Scopriamo insieme i produttori dai nomi più conosciuti.

1. Quintarelli

Eccellenza assoluta e cantina leggendaria tra i vini artigianali italiani, Quintarelli è un nome e una garanzia. La qualità più alta del panorama enologico nazionale viene espressa appieno dalle bottiglie venete prodotte nella provincia di Verona. Ci troviamo nella regione della Valpolicella, e tra le etichette più famose della cantina svetta l’Amarone di Quintarelli, un vero tripudio di sensazioni minerali e complesse. Inoltre, le famose etichette di Quintarelli riprendono tutti una scritta a mano che era stata fatta da uno Chef veronese amico del produttore tanti anni prima, altro simbolo di una genuinità che si mantiene e si tramanda. I grandi vini di Quintarelli dimostrano il carattere di un territorio unico e di una tradizione secolare che si tramanda di padre in figlio.

2. Rinaldi

Dal 1890 la famiglia Rinaldi si affaccia al mondo del vino: da contadini a proprietari di un piccolo podere, fino a vinificatori delle proprie uve. Questa storia è l’esempio lampante di una tradizione tramandata di padre in figlio che non solo non ha fine, ma si affina a ogni generazione. I vini naturali di Giuseppe Rinaldi, pioniere del Barolo scomparso nel 2018, sono un simbolo della viticoltura rigorosa, attentissima e dai frutti sorprendenti. La tenuta si estende su 7 ettari vitati nel cuore delle Langhe, nei più importanti Cru del Barolo: Brunate, Cannubi-San Lorenzo e Ravera. Lunghe macerazioni e affinamenti in grandi botti di rovere di Slavonia contribuiscono a creare grandi vini rossi piemontesi dal profilo organolettico d’eccellenza mondiale.

3. Canonica

Rimanendo nella Langhe, un altro produttore tra i più famosi nel mondo del Barolo è Giovanni Canonica, il maestro del vino territoriale e rispettoso del territorio da cui proviene. Poche parcelle su un totale di nemmeno 3 ettari creano vini rossi naturali dall’espressività incredibile. I Barolo di Giovanni Canonica sono vini ricercatissimi e ambiti, preziosi al punto di risultare spesso introvabili. Ne produce solo 7000 bottiglie all’anno e le etichette vengono subito acciuffate da appassionati italiani e internazionali, soprattutto nell’estremo oriente. La materia prima è il primo grande amore di Giovanni, che la cura con una dedizione completa. Nella sua filosofia c’è la convinzione – corroborata dal livello qualitativo delle bottiglie – che per fare un buon vino serve un’uva eccezionale, sana e rigogliosa. I vini firmati da Canonica sono un inno alla purezza della semplicità, che in cantina si traduce in interventi minimi e in una viticoltura naturale a tutto tondo.

4. Lino Maga

Altro nome leggendario all’interno dei grandi nomi di produttori di vini naturali più famosi in Italia e nel mondo è senza dubbio quello di Lino Maga. Cantina fondata nel 1896, il cui vigneto fu chiamato in memoria di Zio Carlo, che in dialetto pavese si dice “Barbacarlo“. La storia del Signor Barbacarlo, così chiamiamo Lino Maga, mancato pochi anni fa, ha dovuto farsi largo tra numerose battaglie legali per la proprietà del marchio. In passato il nome Barbacarlo di sua proprietà fu infatti trasposto a un utilizzo comune, per indicare semplicemente un vino prodotto nell’Oltrepò Pavese. Dopo anni di lotta per la difesa del proprio nome e del riconoscimento del vigneto come Grand Cru, Barbacarlo può finalmente ritornare a casa. I vini prodotti da Giuseppe, figlio di Lino, continuano a tramandare l’incredibile tradizione enologica, mantenendo sempre alto il profilo autentico del contadino d’Oltrepò.

5. Il Paradiso di Manfredi

Ci spostiamo in Toscana, per la precisione nel versante nord-est di Montalcino, in provincia di Siena. Qui, Manfredo Martini e la moglie Fortunata acquistano nel 1950 il podere “Il Paradiso”. Dal 1981  nasce la cantina Il paradiso di Manfredi in onore di un uomo e di un luogo, entrambi simbolo di una storia enologica preziosa e affascinante. Su soli 2.5 ettari coltivati a vite, il genero di Manfredi, Florio Guerrini e la sua famiglia coltivano uve di Sangiovese Grosso secondo agricoltura biodinamica. La cantina produce 3 vini naturali eccellenti, frutto di diversi periodi di affinamento: 12 mesi il Rosso di Montalcino, 36 mesi il Brunello di Montalcino, e 48 mesi il Brunello Riserva. I vini naturali del Paradiso di Manfredi sono paradisiaci in tutto il loro ampio e profondo patrimonio organolettico.

6. Valentini

Nella piccola regione d’Abruzzo si trovano due tra i più importanti produttori di vini naturali d’Italia. Valentini è una famiglia dalle origini nobili la cui cantina si trova in provincia di Pescara, a Loreto Aprutino. Oggi l’azienda è in mano a Francesco Paolo Valentini, vero artigiano del vino. La tenuta sorge su 65 ettari coltivati secondo gli approcci dell’agricoltura biodinamica, per una produzione vinicola incredibile. Il Re di queste terre è senz’altro il Montepulciano d’Abruzzo, vitigno locale che in questa caso dona un vino naturale di dal bouquet profondo e complesso. Al fianco dei grandi vini rossi abruzzesi si produce anche un vino bianco naturale che ha recentemente vinto il premio di Miglior vino d’Italia. Il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini, dalla longevità incredibile e dalla personalità eccellente.

7. Emidio Pepe

Altro immenso produttore di vini naturali abruzzesi è la cantina Emidio Pepe, fondata nell’800 e gestita oggi da Emidio, a cui è stato dato il nome del nonno, colui che ha creato l’essenza di questa realtà produttiva. La cantina sorge sui dolci pendii delle colline di Torano, in provincia di Teramo. Interventi limitati e approcci il più naturali possibili permettono una viticoltura di qualità, passata da qualche anno dal regime biologico a quello biodinamico. I grandi vitigni da cui si imbottiglia la meraviglia di queste terre sono il Trebbiano d’Abruzzo e il Montepulciano d’Abruzzo. Particolarità dei vini naturali di Emidio Pepe è inoltre quella di non utilizzare mai botti di legno per gli affinamenti, preferendo invece il cemento, considerato il contenitore ideale per il mantenimento delle caratteristiche varietali dell’uva. Se l’obiettivo di Emidio Pepe è quello di racchiudere l’Abruzzo in bottiglia, non possiamo che applaudire allo splendido risultato.

8. Giotto Bini

Infine, concludiamo questo splendido viaggio alla scoperta dei produttori di vini naturali più famosi dell’Italia e del mondo con una chicca isolana dall’armonia perfetta. Portatore di questa filosofia autentica, territoriale e genuina è il mitico Giotto Bini, vera leggenda del vino naturale. La cantina Serragghia è situata nell’isola di Pantelleria, e si estende per 8 ettari. Il tutto è stato fondato dal padre di Giotto, Gabrio Bini, architetto milanese innamorato di Pantelleria e della sua viticoltura eroica. I vini di Giotto Bini vengono prodotti in anfore di terracotta interrate e a cielo aperto. Subiscono lunghe macerazioni a contatto con le bucce e si tratta sempre di vini senza solfiti aggiunti. Infine, sottolineiamo le splendide etichette di Giotto Bini, a forma di freccia. Il rimando è a una scultura fatta da Gabrio. Noi crediamo che le frecce che puntano verso l’alto siano anche la direzione verso cui guardiamo una volta assaggiato il primo sorso di questo vino autentico e complesso, unico al mondo.

 

 

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