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Alla scoperta delle regioni dello Champagne

Roberta Tasso 5 Dicembre, 2022

Lo Champagne è un vino spumante prodotto in Francia. L’antica provincia dello Champagne, da cui prende il nome, è la regione in cui viene realizzato.

La zona dove si producono i migliori spumanti francesi del mondo, ovvero la Champagne, è divisa in 4 principali regioni. Un accento particolare lo merita poi la cittadina di Épernay, sede di produttori naturali eccezionali. Tutte queste realtà si differenziano tra loro per suoli, microclimi e prevalenza di uve, ma ciò che le accomuna è la costante ricerca di un prodotto eccellente, teso a migliorare di annata in annata. Scopriamo insieme le regioni della Champagne e la genesi della bollicina migliore al mondo.

La storia

La vite è sempre stata presente in quella zona. La nascita dell’attività vinicola si deve alla presenza, durante il Medioevo, di numerose abbazie e monasteri, in cui i monaci lavoravano per produrre il vino destinato alla messa. I primi vini prodotti erano rossi. Intorno al XIV secolo, infatti, la moda in ambito vinicolo era dominata dalla Borgogna e dalle sue grandissime etichette, con le quali competere era molto difficile.

La rivoluzione risale al XVII secolo: in questo periodo si iniziò a produrre vino bianco a partire da uve a bacca rossa, dando vita ai così detti vin gris. Si trattava di vini simili ai nostri rosati, frizzanti, la cui effervescenza era dovuta a rifermentazioni spontanee che avvenivano in bottiglia nel periodo primaverile, con l’innalzarsi delle temperature.

Impossibile non citare colui che ha contribuito alla fama illustre di questo vino e alla definizione della sua tecnica di realizzazione: il monaco Dom Pierre Pérignon. Egli si dedicò allo studio della viticoltura e della vinificazione dello spumante, dando particolare attenzione alle fasi di selezione e assemblaggio delle uve, taglio dei vini e alla rifermentazione in bottiglia.
Il ‘900 è stato il secolo che, tra alti e bassi, ha definitivamente sancito la fama e il prestigio dello Champagne, facendolo diventare un vino famoso in tutto il mondo e legando il suo consumo a eventi prestigiosi e nobili contesti.

Lo Champagne oggi

Negli ultimi trent’anni la crescita di questo prodotto è stata esponenziale: oggi parlare di Champagne significa fare riferimento a un mercato che nel 2021 ha venduto 320 milioni di bottiglie, per un valore di 5.7 miliardi di euro*. Un patrimonio immenso, contenuto all’interno di circa 34000 ettari.

La zona dello Champagne

La zona vitivinicola in cui viene prodotto il rinomato spumante francese si trova a nord-est di Parigi. Qui le condizioni climatiche, particolarmente estreme, non erano in nessun modo favorevoli alla coltivazione della vite e alla produzione di vino.
Il macroclima è di tipo oceanico, con influenze continentali. Ciò significa che, nonostante le basse temperature invernali e il caldo estivo, la presenza dell’oceano svolge un effetto mitigatore. Le piogge sono distribuite in maniera omogenea durante l’arco dell’anno, e nei mesi estivi le uve godono di un’importante esposizione solare.

I suoli sono estremamente diversificati: le componenti principali che li caratterizzano sono il famoso gesso, le marne, il calcare, l’argilla e la sabbia.
La grande estensione della superficie vitata della regione garantisce un’incredibile variabilità climatica e territoriale.

Il concetto di Terroir

Le particolari caratteristiche che si possono associare a ogni microzona vitivinicola permettono di definire quel concetto di terroir, tanto caro ai nostri vicini francesi.
Quando si parla di terroir, si fa riferimento alle caratteristiche pedoclimatiche di un determinato luogo vitato in cui, lavoro umano e tradizione, danno vita a un prodotto unico, estremamente territoriale, il cui spettro organolettico permette loro di esprimere il territorio da cui provengono. Tutti gli elementi, naturali e artificiali, collaborano in maniera sinergica per poter dar vita a quell’etichetta che riesce, in maniera unica ed esclusiva, a farsi rappresentante del luogo di origine.

Cos’è il lieu-dit?

Questa immagine si fa ancora più esclusiva e specifica nel concetto di lieu-dit: si tratta infatti del nome che viene attribuito a ogni singola vigna, a una superficie vitata molto piccola. Secondo una stima, in Champagne, ci sono più di ottantaquattromila lieux-dits*2.

Le 4 regioni della Champagne

Tradizionalmente la regione spumantista è sempre stata divisa in quattro grandi regioni: la Côte des Blancs, la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne e la Côte des Bar, anche detta Aube. Ma la grande varietà di terroir che si trovano all’interno della Champagne e delle macroaree che la compongono è tale da non poter parlare in maniera totalmente generica dei prodotti derivanti da una o dall’altra zona. È opportuno, quindi, fare riferimenti ai Villaggi, ai Comuni e ai Cru presenti in ogni area.

La Montagne de Reims

La regione della Montagne de Reims si estende a forma di luna crescente tra il comune di Reims e quello di Epernay. La parte sud-est ospita famosi villaggi Grand Cru come Bouzy, Ambonnay, Verzenay, Verzy e Tours-sur-Marne. Quest’area, che si caratterizza per la presenza di diversi terreni ed esposizioni, viene chiamata la Grande Montagne. Qui le uve di Pinot Noir trovano il loro perfetto habitat: l’esposizione a sud permette loro di godere di molte ore di sole e di raggiungere il giusto grado di maturazione. I suoli sono formati, negli strati più profondi, da gesso ricoperto da argilla.

Poco sopra Bouzy e Ambonnay si trovano alcuni villaggi in cui si coltiva Chardonnay: è a Trépail che il grande David Léclapart conduce i suoi circa 3 ettari, coltivati secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. Procedendo verso nord ovest si trova la Petite Montagne, così chiamata per la più bassa altitudine dei suoi rilievi. Qui l’uva più coltivata è il Pinot Meunier, utilizzato per la realizzazione delle cuvée e raramente vinificato singolarmente, come nel caso di Jerome Prevost (Gueux). La Montagne de Reims ospita numerose vigne di récoltant manipulant ed è fonte di approvvigionamento di uve per le cuvèe delle grandi Maison.

I produttori naturali della Montagne de Reims

Numerosi sono i produttori che negli ultimi anni hanno saputo distinguersi all’interno del mondo dello Champagne, grazie al loro savoire faire e alla grandissima materia prima a loro disposizione. Ricordiamo, in particolare: Léclapart (Trépail), Benoît Lahaye (Bouzy), Mouzon-Leroux (Verzy), Vincent Brochet (Villers-aux-Noeuds), Jérôme Prévost (Gueux), Frederic Savart (Ecueil).

Épernay: un mondo a sé stante

Épernay è una delle cittadine dello Champagne più famose al mondo. Crocevia delle aree più importanti della regione, rappresenta, con alcuni dei comuni che si trovano nella sua parte meridionale, un territorio di transizione tra la Montagne de Reims e la Côte des Blancs, tanto da essere considerata una sotto regione divisa dalle altre – Peter Liem “Champagne: The Essential Guide to the Wines, Producers, and Terroirs of the Iconic Region”. Le uve più diffuse nell’areale della Coteaux Sud d’Épernay sono lo Chardonnay e il Pinot Meunier.

I produttori naturali di Épernay 

I terroir sono molti e hanno caratteristiche pedoclimatiche piuttosto differenti l’uno dall’altro. Chavot-Courcourt è sede dei famosi Laherte Frères, mentre a Pierry si trova Jean-Marc Sélèque, grandi produttore di etichette di Champagne naturale.

La Côte des Blancs

Quando si parla di Côte des Blancs si intende tutto ciò che si trova al di sotto della zona di Épernay e comprende anche la Côte de Sezanne. In realtà, la sola Côte des Blancs, si estende all’incirca per soli 20 chilometri. Il suo nome fa riferimento sia alle uve a bacca bianca più coltivate nelle sue vigne, quelle di Chardonnay, che al gesso bianco splendente che caratterizza i suoi suoli. Qui, infatti, si trova negli strati più superficiali, tanto da affiorare e risultare visibile in alcune zone. La combinazione tra suoli ricchi di gesso e argilla e la prevalente esposizione a est dei vigneti, rende la Côte des Blancs il luogo perfetto per la coltivazione dello Chardonnay, da cui originano Champagne di grandissima finezza ed eleganza.

I villaggi più famosi della zona a nord sono Cuis and Chouilly (Grand Cru). Cramant e Avize (entrambi Grand Cru) appartengono alla parte più interna della regione e sono stati i primi a essere nominati Grand Cru mentre i famosi Le Mesnil-sur-Oger (Grand Cru) e Vertus si raggiungono procedendo verso sud.

I produttori naturali della Côte des Blancs

Tra i nomi più illustri della Côte des Blancs, Selosse si colloca in pole position, come una delle figure più influenti nel mondo dello Champagne. La Côte de Sézanne è una regione coltivata prevalentemente a Chardonnay. Si differenzia dalla sovrastante Côte des Blancs sia per il clima più caldo, che per la tipologia di suolo che presenta una maggiore componente argillosa. La gran parte delle uve di quest’area sono destinate ai négoce, poiché la percentuale di produttori in zona è molto bassa.

La Vallée de la Marne

La regione della Vallée de la Marne si identifica con quei vigneti che da Épernay si estendono verso ovest. Si sviluppa lungo il fiume Marne arrivando fino a Saâcy-sur-Marne. La parte più vicino a Épernay, avendo caratteristiche pedoclimatiche diverse rispetto alla vera e propria Vallée de la Marne, viene considerata un’area a parte, sotto il nome di Grande Vallée. Questa sottozona include 9 villaggi, tra cui i famosissimi Aÿ (Grand Cru) e Mareuil-sur-Aÿ, in cui si trova il Première Cru Clos des Goisses. I terreni della Grande Vallée tendono ad avere maggiori percentuali di gesso. Le uve maggiormente coltivate sono quelle di Pinot Noir e Chardonnay.

Procedendo verso ovest si trova la vera e propria Vallée de la Marne. La zona è caratterizzata dalla presenza, nei suoli, di una maggiore componente sabbiosa, inospitale per Chardonnay e Pinot Noir ma perfetta per la coltivazione del Pinot Meunier.

I produttori naturali della Vallée de la Marne

Tra i produttori di Champagne naturali da segnalare in questo areale ricordiamo Tarlant (Oeuilly) e Bérêche et Fils (Ludes).

La Côte des Bar

La regione più a sud dello Champagne è la Côte des Bar, anche conosciuta come Aube. Gli ultimi trent’anni sono stati fondamentali per la rivalutazione di questa zona in cui la maggior parte delle uve coltivate erano destinate alla vendita ai négoce.
Il primo villaggio della regione che si incontra procedendo verso sud dalla Côte de Sézanne è Montgueux. Situato su una collina a circa 100 metri di altitudine, presenta caratteristiche pedoclimatiche più simili a quelle delle zone a nord. Coltivato prevalentemente a Chardonnay, ospita il famoso Domaine Jacques Lassaigne.

A circa 40 km sud est da Montgueux si trova la parte più estesa della regione. Qui le vigne si trovano decisamente più a sud rispetto a Epernay, distante oltre 100 chilometri. I suoi di quest’areale sono di tipo kimmeridgiano, come quelli della vicina Chablis, a sud ovest, caratterizzati dalla presenza di marne grigie e calcare. Si tratta di circa 8000 ettari in cui si coltiva in gran parte Pinot Noir.
La regione è la più emergente dello Champagne, grazie ai tanti piccoli produttori che hanno deciso di puntare sul territorio e di dargli il valore che merita, facendolo uscire dall’ombra da cui è stato oscurato per anni.

I produttori naturali della Côte des Bar

Fleury è un domaine storico della Côte des Bar, a Courteron. Infatti, stata la prima cantina ad affermarsi come récoltant manipulant nella regione e prima in tutto lo Champagne a convertire la sua agricoltura a un regime totalmente biodinamico negli anni ‘90. I suoi Champagne naturali raccontano di un territorio splendido, da proteggere e salvaguardare in tutta la sua biodiversità.

La grandissima varietà dei terroir della regione Champagne è uno degli elementi che rende unico e irripetibile questo spumante francese. La grande abilità dei produttori della zona e di chi ha lavorato al suo prestigio è stata quella di legare questo nome a un panorama elitario, di festa, esclusività e fascino.
Inoltre, oggi sempre di più piccoli produttori stanno lavorando per riuscire a realizzare i loro vini nel pieno rispetto del territorio e cercando di rappresentarlo al meglio, in ogni sua piccola diversità e sfaccettatura. Un Metodo Champenoise unico per etichette vive e vibranti, che regalano gioie come solo lo Champagne sa fare.

1*Fonte:http://www.inumeridelvino.it/2022/06/champagne-dati-di-mercato-ed-esportazioni-2021.html#:~:text=Il%202021%20%C3%A8%20stato%20un,%2C%20%2B13%25%20sul%202019.
2* Fonte: Champagne: The essential guide to the wines, producers, and terroirs of the iconic region, Peter Liem

 

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